DENTAID Sala Stampa

Studi di laboratorio dimostrano che il CPC presente nei collutori è efficace contro le varianti di SARS-CoV-2 grazie al suo meccanismo d'azione

22 Jul 2021

Barcellona, 22 luglio 2021. Le nuove varianti di SARS-CoV-2 sollevano preoccupazioni nella comunità scientifica, poiché potrebbero compromettere l'immunità di gregge prevista, aumentare la trasmissione del virus e peggiorare la gravità del COVID-19. I ricercatori del gruppo PISTA di IrsiCaixa, un centro promosso congiuntamente dalla Fondazione "la Caixa" e il dipartimento di salute della Generalitat de Catalunya, in collaborazione con DENTAID Research Center, hanno approfondito gli studi precedenti e confermato che il Cetilpiridinio Cloruro (CPC), un composto chimico presente in alcuni collutori, riduce di 1000 volte la capacità infettiva della variante Alfa di SARS-CoV-2 –la variante descritta per la prima volta nel Regno Unito– in studi effettuati su cellule in laboratorio.

I risultati dello studio, pubblicato sul Journal of Dental Research, mostrano che l'azione antivirale del CPC è dovuta alla sua capacità di disgregare la membrana del virus e di impedirne l'ingresso nelle cellule. Grazie al suo meccanismo d'azione, il CPC è efficace contro qualsiasi variante di SARS-CoV-2. D'altra parte, e con l'obiettivo di simulare il più possibile la realtà, il gruppo PISTA di IrsiCaixa ha dimostrato che il CPC continua ad essere efficace in presenza di saliva disinfettata. Questi risultati fanno luce sulla prova di efficacia nell'uomo, coordinata dalla Fondazione per la lotta all'AIDS e alle malattie infettive (FLS - Fight AIDS and Infectious Diseases Foundation), in cui si sta valutando se il CPC sia in grado di ridurre la carica virale nell'uomo.

"Essere in grado di dimostrare che l'efficacia del CPC viene mantenuta contro le varianti di SARS-CoV-2 è fondamentale. Attualmente, varianti come la Delta sono preoccupanti a causa dell'alta trasmissibilità e, di conseguenza, del rischio di nuove ondate e di portare il sistema sanitario al collasso più rapidamente della variante originaria del virus", afferma la coordinatrice dello studio e ricercatrice principale del gruppo PISTA a IrsiCaixa, Nuria Izquierdo-Useros. "Questo è il motivo per cui, trovare uno ausilio come il collutorio che possa essere facilmente distribuito in tutti i paesi, sarebbe particolarmente utile per ridurre la velocità di trasmissione delle varianti" aggiunge Jordana Muñoz-Basagoiti, prima autrice dello studio insieme a Daniel Perez-Zsolt.

Infettività più di 1000 volte inferiore nelle cellule in laboratorio

Dopo aver dimostrato che è il CPC, e non un altro componente dei collutori, il responsabile della riduzione della capacità infettiva del SARS-CoV-2, i ricercatori dell'IrsiCaixa, insieme al Centro di Ricerca DENTAID, presentano un nuovo studio realizzato in laboratorio, in cui confermano che l'attività antivirale del CPC permette di ridurre di oltre 1000 volte l'infettività della variante SARS-CoV-2 descritta nel marzo 2020, ma anche della variante Alfa.

Questi risultati fanno un passo avanti rispetto allo studio precedente, poiché la saliva umana sterilizzata è stata inclusa nell'esperimento, confermando che il collutorio a base di CPC non perde efficacia in un ambiente simile a quello del cavo orale.

Efficacia contro tutte le varianti grazie al suo meccanismo d'azione

In generale, i vaccini prendono di mira la proteina spike del virus, necessaria per l'ingresso del virus nelle cellule umane. Tuttavia, le nuove varianti del virus hanno mutato questa proteina spike, che potrebbe rendere l'immunità dei vaccini progettati per combattere il SARS-CoV-2 più suscettibile al virus.

I ricercatori dell'IrsiCaixa sono stati in grado di confermare in questo nuovo studio che l'azione antivirale del CPC non ha come obiettivo la proteina spike, ma si concentra piuttosto sulla destabilizzazione della membrana del virus, favorendone la rottura. "Utilizzando diverse tecniche di laboratorio, il gruppo Izquierdo-Useros è stato in grado di confermare che il meccanismo di azione del CPC consiste nella rottura della membrana del virus, senza aggredire alcuna proteina specifica", afferma il direttore di IrsiCaixa, Bonaventura Clotet. "Il fatto che il CPC non abbia come bersaglio le proteine di membrana specifiche del SARS-CoV-2 è positivo, perché lo rende efficace contro qualsiasi variante del virus", aggiunge Clotet.

"Questi nuovi dati confermano, ancora una volta, l'importante ruolo che l'igiene orale svolge sulla salute generale. Allo stesso modo in cui è stato stabilito uno stretto legame tra il cavo orale e le malattie cardiovascolari e il diabete, possiamo confermare che esiste una chiara associazione tra il cavo orale e il COVID-19", conclude Joan Gispert, direttore di R&S&I di DENTAID.

Al fine di dimostrare che i risultati ottenuti in laboratorio possono essere riprodotti sui pazienti COVID-19, è stato condotto uno studio sugli effetti del CPC sul COVID, coordinato dalla FLS. I risultati della sperimentazione sono in corso di analisi e potrebbero dimostrare che l'uso del collutorio e dei gargarismi per 1-2 minuti è sufficiente a ridurre efficacemente l'infettività del SARS-CoV-2 nella saliva, soprattutto durante le prime due settimane dopo l'infezione, vale a dire quando la carica virale è più alta e le persone sono più contagiose. Questo strumento potrebbe essere utile per bloccare la trasmissione e il contagio e prevenire future ondate.

Bibliografia

Muñoz-Basagoiti, J., Perez-Zsolt, D., León, R., Blanc, V., Raïch-Regué, D., Cano-Sarabia, M., Trinité, B., Pradenas, E., Blanco, J., Gispert, J., Clotet, B. and Izquierdo-Useros, N., 2020. Cetylpyridinium chloride-containing mouthwashes reduce the infectivity of SARS-CoV-2 variants in vitro. bioRxiv. https://doi.org/10.1101/2020.12.21.423779

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