Sbiancamento

Sbiancamento dentale

Al giorno d’oggi l’estetica è un indicatore di salute che ci porta a realizzare dei cambiamenti significativi nel nostro stile di vita e nei nostri comportamenti. L’estetica potrebbe essere definita come tutto quello che è gradito dai nostri sensi, è personale, varia in funzione dei tempi e dell’area geografica ed è applicabile alla natura, all’arte e al corpo umano inteso sia nel suo insieme che nelle singole parti.

Sono sempre più i pazienti che cercano di migliorare la propria immagine e i denti non sfuggono a questa realtà. Il vantaggio principale è la soddisfazione personale di avere denti più bianchi che permettano al paziente di sentirsi a proprio agio con il proprio sorriso (1).

Le tecniche di sbiancamento possono essere usate sia su denti vitali che su quelli devitalizzati e si basano sull’applicazione di agenti chimici che agiscono sui pigmenti organici dei denti.

Le tecniche di sbiancamento dei denti vitali e devitalizzati possono essere applicate per un singolo dente, un gruppo o per tutti i denti nelle seguenti situazioni (2):

  • Denti con una colorazione ingiallita o più scura.
  • Denti macchiati o scuriti dal deposito di coloranti provenienti dall’alimentazione e dal tabacco, insieme ad altri fattori.
  • Denti moderatamente scuriti dalla tetraciclina.
  • Denti con alterazione della colorazione di origine traumatica.
  • Denti scuriti a causa della perdita parziale di smalto, sia dovuto all’età che per consumo fisiologico.
  • Denti macchiati per fluorosi.
  • Denti con necrosi della polpa che presentano la corona di colore scuro.
  • Denti con alterazioni intrinseche del colore, determinate da malattie sistemiche come il morbillo, la febbre reumatica, la porfiria congenita, la eritroblastosi fetale e la scarlattina.

Lo sbiancamento dentale deve essere realizzato con una precedente diagnosi, un piano di trattamento personalizzato in funzione delle caratteristiche del paziente e del tipo di macchie, e deve essere fatto da quei professionisti che dispongono di una formazione sufficiente.

Lo sbiancamento dello smalto dentale può essere realizzato (3):

  • In clinica: tecnologia laser, microabrasione o applicazione di un agente chimico sulla superficie del dente.
  • In modo domiciliare: dentifrici sbiancanti (si preferiscono quelli che sono più delicati con la dentina e lo smalto, ovvero, che hanno una bassa abrasività).

Esistono studi che dimostrano come i dentifrici con esametafosfato di sodio, confrontati con dentifrici di alta e bassa abrasività su denti intenzionalmente macchiati in precedenza (con clorexidina e tè) su volontari, sono efficaci come quelli abrasivi, eliminando le alterazioni di colore in tre settimane (4).

In un altro studio è stato evidenziato come le paste abrasive non hanno avuto un’azione superiore al controllo stabilito, mentre quelle che contenevano esametafosfato di sodio hanno ottenuto una riduzione del 21% della superficie macchiata al controllo (5).

Inoltre, ci sono dentifrici che includono nanoparticelle di idrossiapatite, che rappresentano una svolta nei prodotti sbiancanti domiciliari in quanto forniscono un maggiore effetto sbiancante. Le nanoparticelle di idrossiapatite agiscono riempiendo le superfici irregolari dello smalto dei denti e lasciano una superficie più liscia e uniforme, restituendo ai denti luminosità e il bianco naturale (3).

Bibliografia

  1. Lozada O, García C, Alfonso I. Riesgos y beneficios del blanqueamiento dental. Acta Odontol Venez. 2000;38:14-7.
  2. Kroeff Dillenburg AL, Nocchi Conceiçao E. Blanqueamiento dental. Odontología restauradora. Salud y estética. En: Nocchi Conceiçao (Ed.). Armed editora SA. Brasil 2007; 204.
  3. Dossier Vitis sensibilidad y blanqueamiento.
  4. Gerlach-Roberts W, Ramsey-Lorie L, White-Donald J. Extrinsic stain removal with a sodium hexametaphosphate containing dentifrice: Comparison to marketed controls. J Clin Dent. 2002;13:10-4.
  5. Gerlach-Roberts W, Ramsey-Lorie L, Baker-Robert A, White-Donald J. Extrinsic stain prevention with a combination dentifrice containing calcium phosphate surface active builders compared to two marketed controls. J Clin Dent. 2002;13:15-18.