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Pulizia dentale professionale

Nella prevenzione e trattamento delle malattie parodontali (come la gengivite e la parodontite) la cosa più importante è eliminare la placca batterica e controllare che non si formi nuovamente. Per ottenere ciò, i pazienti devono eliminare in modo costante il biofilm orale mediante lo spazzolamento dei denti, il nastro o il filo interdentale e i collutori, prima che si calcifichi e indurisca, perché una volta indurito o mineralizzato ci troviamo davanti a un calcolo dentale, chiamato anche calcolo o tartaro (1) e sarà necessario l’intervento di un professionista per la rimozione di questo calcolo dentale e per la levigatura della parte interessata (1).

Pulizia dentale professionale

Ci sono due tipi di tartaro:

  • Sopragengivale. Nella sua fase iniziale, il tartaro si trova sopra le gengive, situato intorno al collo del dente verso la parte della corona dentale, localizzato più frequentemente nei punti prossimi al passaggio della saliva.
  • Sottogengivale. Nella fase avanzata della formazione di tartaro, si trova ancora intorno al collo del dente, ma verso la parte della radice del dente, sotto la gengiva e si va formando gradualmente nel solco gengivale.

Prendendo in considerazione ciò, e per seguire la procedura corretta, si devono valutare i punti in cui si trovano i depositi di biofilm orali e il tartaro. L’igienista dentale rimuoverà il tartaro sopragengivale e il biofilm orale, ma se vi è tartaro sottogengivale e tasche parodontali si dovrà effettuare il trattamento parodontale (1).

1. Detartrasi (2)

La detartrasi rappresenta una parte molto importante della fase iniziale del trattamento parodontale ed è la rimozione del tartaro dentale sopragengivale e, in alcuni casi, la rimozione del tartaro sottogengivale vicino al margine gengivale. Una detartrasi minuziosa include la rimozione del biofilm orale e delle colorazioni di natura estrinseca prodotte dal caffè, dal tabacco, ecc… È una tecnica laboriosa e di routine che non richiede di anestetizzare il paziente. La rimozione del tartaro sopragengivale può essere eseguita mediante attrezzature manuali (scalers, curettes, ablatori e scalpelli) o ad ultrasuoni. Successivamente si possono pulire i denti con il sistema del bicarbonato e gli strumenti di lucidatura. Se si utilizzano gli ultrasuoni si può terminare il processo con gli strumenti manuali. Inoltre, è anche molto efficace l’uso congiunto delle due procedure nel seguente modo:

  • Individuazione del tartaro con l’uso della sonda, dell’esploratore dentale e dell’aria compressa. L’individuazione del tartaro sopragengivale è abbastanza semplice.
  • Strumenti manuali nella prima fase per eliminare grandi depositi e le arcate di tartaro.
  • Strumenti meccanici (ultrasuoni o subsonici) che eliminano quasi tutti i depositi.
  • Strumenti manuali per la finitura finale e per lavorare nelle zone di difficile accesso (recessi stretti e nicchie), controllando la totale eliminazione del tartaro con una sonda sottile e ponendo particolare attenzione alla giunzione amelo-cementizia.
  • Lucidatura con gommini, nastri per pulizia e pasta abrasiva.

Per mezzo del bicarbonato si elimineranno le pigmentazioni estrinseche prima o dopo l’uso di strumenti meccanici. Per evitare l’ipersensibilità che spesso accompagna la detartrasi è molto efficace collocare una vernice al fluoro dopo l’uso degli strumenti.

2. Raschiatura (2)

La raschiatura è la tecnica con la quale viene rimosso il tartaro, il biofilm orale, le pigmentazioni e gli altri depositi organici dalla superficie del dente. Esiste una raschiatura sopragengivale e sottogengivale.

3. Levigatura radicolare (2)

La levigatura radicolare ha lo scopo di rimuovere la superficie di cemento necrotico e di ottenere una superficie più liscia possibile.

4. Lucidatura dei denti (2)

Dopo la detartrasi, una raschiatura e una levigatura dentale è essenziale eseguire una lucidatura della superficie dentale, sia della corona che della radice. In questo modo si ottiene una superficie più liscia, si riduce la formazione di nuova placca e si eliminano le macchie, le cuticole e le pellicole dalla superficie del dente. La lucidatura è effettuata mediante paste abrasive che possono includere il fluoro per diminuire la sensibilità dei denti.

Sulle superfici dentali, linguali e vestibolari si applica una pasta dentale con una coppetta o tazza di gomma. Dopo aver posizionato la pasta all’interno, si colloca sull’area da trattare e, a bassa velocità, si preme contro il dente, essendo la flessibilità della coppetta quella che permette che penetri parzialmente nel solco. Nelle superfici occlusali si utilizzano gli spazzolini di profilassi per applicare la pasta abrasiva.

Mediante strisce di carta o di acetato, e anche con il filo interdentale e la pasta abrasiva, si puliscono le zone interprossimali con movimenti simili a come si puliscono le scarpe facendo attenzione a non ferire il tessuto gengivale.

Bibliografia

  1. Buelvas Acevedo MC. Detartraje dental. Ped Rur Ext. 2009;39:23.
  2. Baca García P, Bravo Pérez M. Tartrectomía. Facultad de odontología, Universidad de Granada. Disponible en: http://www.ugr.es/~pbaca/p5tartrectomia/02e60099f41066a1d/prac05.pdf (fecha de acceso: 1/3/2015).