Cura delle gengive

Protocollo di attuazione nelle persone con diabete

Come già sappiamo, il diabete è un importante fattore di rischio per la parodontite, specialmente se il controllo della glicemia non è adeguato. D’altra parte, le patologie parodontali hanno mostrato un effetto negativo sul controllo glicemico, sia in pazienti con diabete che in soggetti sani. Inoltre, le complicanze del diabete sono più frequenti nei pazienti con parodontite.

Diversi studi e revisioni sistematiche con meta-analisi hanno dimostrato che il trattamento parodontale non chirurgico può migliorare il controllo glicemico, con un valore di riduzione dell’emoglobina glicosilata (HbA1c) dello 0,4%. (1).

Prendendo in considerazione queste premesse, il dentista deve conoscere i rischi che comporta il diabete nella patologia parodontale: l’effetto che può avere sul rischio di soffrire di una parodontite, se può incidere sui risultati del trattamento parodontale e come influenza la terapia di mantenimento parodontale (1).

Per ridurre al minimo il rischio di emergenze in pazienti con diabete mellito, esistono diversi aspetti da prendere in considerazione nella clinica dentale prima di iniziare il trattamento (2).

  • Anamnesi: è importante eseguire un’anamnesi e valutare il controllo glicemico al primo appuntamento. Andranno annotati i livelli di glucosio recenti e la frequenza degli episodi ipoglicemici. È anche importante sapere se il paziente assume antidiabetici, in che dosi e i tempi di somministrazione.
  • Interazioni farmacologiche: alcuni farmaci possono alterare il controllo glicemico.
  • Orario di visita: è meglio trattare il paziente al mattino perché le persone con diabete tollerano meglio le procedure dentali in questo momento della giornata. Sono preferibili visite veloci, senza mantenere il paziente per molto tempo in sala d’attesa per evitare lo stress, e con pause durante il trattamento per consentire l’uso della toilette o l’assunzione di piccole quantità di cibo (1).
  • Dieta: assicurarsi che il paziente abbia mangiato normalmente e che abbia preso o usato il suo farmaco abituale. Se il paziente si presenta alla visita senza avere fatto colazione, ma ha preso la sua normale dose di insulina, aumenta il rischio di un episodio ipoglicemico. In caso di necessità di sedazione può essere necessario un cambiamento della dieta prima della procedura (3-5).
  • Controllo delle concentrazioni di glucosio nel sangue durante la visita: si consiglia di misurare i livelli di glucosio prima di qualsiasi intervento nei pazienti diabetici per evitare possibili complicazioni. I pazienti con bassi livelli di glucosio nel sangue (<70 mg/dl) devono assumere un carboidrato orale prima del trattamento per minimizzare il rischio di un evento ipoglicemico. L’odontoiatra dovrà indirizzare i pazienti con livelli significativamente elevati di glucosio nel sangue ad un consiglio medico prima di eseguire una procedura dentale elettiva (2).
  • Complicazioni durante la permanenza allo studio: le maggiori complicanze acute sono l’ipoglicemia e la iperglicemia. I sintomi sono simili, per cui se non si possono distinguere in modo corretto, si deve trattare come ipoglicemia, poiché le sue conseguenze sono le più gravi.

Bibliografia

  1. Herrera D, Goday A, Faria R, López Alba A, Rodríguez HJ, Herrera JL. I Workshop ibérico sobre la asociación entre diabetes y enfermedades periodontales. Documento de consenso. Av Diabetol. 2014;30(2):52-6.
  2. Lalla RV, D´ambrosio JA. Dental management considerations for the patient with diabetes mellitus. J Am Dent Assoc. 2001 Oct;132(10):1425-32.
  3. Medicines for people with diabetes. National Diabetes Information Clearinghouse, National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, National Institutes of Health. Disponible en: www.niddk.nih.gov/health/diabetes/pubs/med/index.htm.
  4. Mealey BL. Impact of advances in diabetes care on dental treatment of the diabetic patient. Compend Contin Educ Dent. 1998; 19: 41-58.
  5. Levin JA, Muzyka BC, Glick M. Dental management of patients with diabetes mellitus. Compend Contin Educ Dent. 1996; 17: 82-90.