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Igiene orale in pazienti con rischio di malattie respiratorie – Protocollo di attuazione

Se il paziente non è ricoverato:

Nei pazienti non ricoverati e con rischio di malattia respiratoria è necessario curare, nella misura del possibile, la malattia parodontale per ridurre al massimo la contaminazione batterica dei tessuti del cavo orale. La pulizia verrà eseguita nello studio dentistico mediante raschiamento e levigatura radicolare dei denti interessati, insieme all’uso di collutorio con clorexidina 0.12%.

È di notevole importanza, inoltre, stabilire alcune misure di igiene orale che consentano di ridurre nel tempo il passaggio dei batteri patogeni lungo le vie respiratorie.

Quando si parla di igiene orale, è importante prendere in considerazione sia l’eliminazione meccanica efficace della placca dentale sia il controllo chimico di microrganismi che possono mettere a rischio l’equilibro dell’ecosistema orale.

È importante spazzolare i denti in maniera efficace per almeno due minuti, due volte al giorno, avendo cura di lavare la superficie di ogni singolo dente. Lo spazzolamento può essere eseguito mediante l’uso di uno spazzolino manuale con setole di qualità e un dentifricio contenente Cloruro di Cetilpiridinio. Il procedimento deve essere completato con la pulizia interdentale, mediante l’uso di uno spazzolino interprossimale. In ultimo, è raccomandabile completare la pulizia con un collutorio a base di Cloruro di Cetilpiridinio, per inibire la crescita dei microrganismi patogeni.

 

Se il paziente è ricoverato:

Nei pazienti ricoverati in terapia intensiva l’igiene orale deve essere eseguita dal personale medico o da un assistente. Per la pulizia orale meccanica, si possono pulire i denti, le gengive e la lingua mediante garze imbevute di clorexidina. Per il controllo chimico si può eseguire una pulizia completa del cavo orale di tutte le zone (gengive, lingua, palato, ecc.) irrorando con clorexidina, mediante l’uso di una siringa e aspirando successivamente. Il procedimento può essere eseguito due o tre volte al giorno.

Essendo un antisettico ad ampio spettro la clorexidina è un ottimo disinfettante e, grazie anche alla sua sostantività, ha la capacità di permanere diverse ore in bocca dopo l’uso. Sul mercato esistono anche collutori che combinano la clorexidina con altri disinfettanti ad azione antisettica come il cloruro di cetilpiridinio, che aumentano l’efficacia e la sostantività del prodotto finale.

Esistono diversi studi che dimostrano l’efficacia di questa pratica ospedaliera. Infatti, una metanalisi recente ha scoperto che l’applicazione di collutorio con clorexidina è una misura estremamente efficace nella prevenzione e riduzione dei casi di polmonite nosocomiale associata alla ventilazione meccanica.

Bibliografia

  1. Zhang TT, Tang SS, Fu LJ. The effectiveness of different concentrations of chlorhexidine for prevention of ventilator-associated pneumonia: a meta-analysis. J Clin Nurs 2014; 23 (11-12): 1.461-1.475.