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Conseguenze della mancanza di denti

L’edentulismo è la conseguenza della perdita di uno o vari denti permanenti. Sebbene tale problema possa presentarsi in qualsiasi momento della vita, la perdita dei denti interessa maggiormente le persone anziane.

Cause della mancanza di denti 

Oltre a traumi o anomalie congenite che possono causare la perdita di uno o più denti, la perdita di parti dei denti si verifica solitamente per due cause principali: la malattia parodontale in uno stato avanzato e le carie importanti che non possono essere restaurate.

Quali conseguenze comporta la mancanza di denti?  

Sono diverse le conseguenze della mancanza di denti e si manifestano con una serie di disturbi funzionali, estetici, psicologici e sociali.

Conseguenze sulle strutture ossee 

Perdita di osso: è una delle principali conseguenze della perdita di denti. Quando si perde un dente, la mancanza di stimolazione dell’osso residuo dà origine ad una riduzione delle trabecole e della densità ossea in tale zona, con perdita dell’ampiezza e successivamente dell’altezza del volume osseo. È necessario un dente per lo sviluppo dell’osso e si richiede la stimolazione di tale osso per mantenere la sua densità e il suo volume. La perdita dentale dà origine alla rimodellazione e al riassorbimento dell’osso. Se il dente perso non viene sostituito quanto prima, per esempio con un impianto, si perde più osso mascellare e si accelera l’usura dentale.

Riassorbimento del processo alveolare, che nella mandibola è più intenso rispetto alla mascella superiore. Quando tale riassorbimento è molto profondo, provoca la comparsa in superficie di irregolarità o alterazioni della mandibola come l’apofisi geni o esostosi, rendendo difficile il posizionamento di una protesi dentale rimovibile.

Conseguenze estetiche 

La mancanza di denti provoca disagi evidenti a livello estetico e implica anche la perdita di autostima e sicurezza quando si sorride, rendendo difficoltose le relazioni interpersonali.

La perdita ossea conseguente alla perdita dei denti provoca, con il passare del tempo, la deformazione dei tratti del viso. La principale conseguenza è il cedimento del labbro, la perdita del contorno delle labbra, l’invecchiamento prematuro del viso, una bocca più ampia, la riduzione della dimensione verticale e pseudoprognatismo dovuto al fatto che la mandibola ruoterà in senso antiorario sull’asse intercondilare, in cerca della stabilità apportata dai denti.

Conseguenze sui tessuti molli 

Si origina un’apparente macroglossia relativa, in quanto la lingua invade lo spazio prima limitato dai denti.

Alterazioni funzionali  

Problemi di masticazione: La mancanza di uno o più denti ha conseguenze sulla dentatura e può provocare una cattiva triturazione dei cibi. Anche questo può provocare problemi sulle gengive, che fanno uno sforzo maggiore.

Più denti mancano e più si tarda nel rimetterli, maggiori saranno le alterazioni. Inoltre, la mancanza di denti comporta la perdita dei propiocettori del legamento parodontale che controllano l’intensità delle forze masticatorie, per cui il processo di masticazione e triturazione dei cibi sarà più difficoltoso, dando luogo a problemi digestivi, dati dalla parziale triturazione dei cibi.

Mobilità dentale: quando mancano alcuni denti, quelli adiacenti e opposti tenderanno a occupare lo spazio libero, inclinandosi via via fino a ritrovare il contatto perduto. Perderanno l’ancoraggio, diventeranno mobili e potranno anche cadere. Infine, la posizione modificata dei denti farà sì che questi si articolino in modo errato, dando luogo a contatti impropri e sovraccarichi che provocheranno usura e dolore.

Problemi di fonazione: La persona totalmente priva di denti pronuncia male i fonemi o i suoni interdentali e labiodentali.