Clorexidina: un grande alleato per lo studio odontoiatrico

1 luglio 2017

La clorexidina, dalla sua scoperta negli anni Cinquanta e, in particolare dalla sua commercializzazione negli anni Ottanta, è stata il principale antisettico per il controllo chimico del biofilm orale. Pertanto è considerato come l’agente gold standard per la sua azione antiplacca e antigengivite, superiore al resto degli antisettici esistenti.

Per la sua natura cationica altamente reattiva, ha un effetto battericida nelle alte concentrazioni e batteriostatico nelle basse e, inoltre, possiede un’elevata sostantività che le permette di continuare ad agire sulla parte su cui si applica anche parecchie ore dopo la somministrazione.

Generalmente la clorexidina è disponibile nella sua forma solubile a base di sale digluconato in collutori, gel, spray e, soprattutto, tintura. Deve essere tenuto in considerazione che esistono studi clinici che hanno dimostrato che, oltre al principio attivo, la composizione completa di una formulazione influisce in modo significativo sulla sua efficacia (1). È estremamente importante studiare i diversi componenti della formula per evitare possibili interazioni (2).

La clorexidina è considerata l’agente gold standard per la sua azione antiplacca e antigengivite, superiore al resto degli antisettici esistenti.

I principali impieghi della clorexidina nel settore dentale sono: come coadiuvante nel trattamento delle patologie parodontali e perimplantari; per l’irrigazione e la disinfezione dei canali radicolari nelle procedure endodontiche e per il controllo chimico del biofilm nei periodi post-operatori in cui non è possibile realizzare un’igiene orale meccanica in modo corretto e, pertanto, le ferite potrebbero richiedere più tempo per cicatrizzarsi o anche infettarsi gravemente.

Inoltre, la clorexidina può aiutare in molte altre situazioni della vita quotidiana che a volte non sono prevedibili e che vedremo di seguito..

USI ALTERNATIVI DI FORMULAZIONI A BASE DI CLORHEXIDINA

In primo luogo, è stato dimostrato che un risciacquo con clorexidina prima di qualsiasi procedura dentale può ridurre notevolmente le probabilità d’infezioni crociate in clinica, causate dalla presenza di batteri nell’ambiente e per la diffusione dovuta all’uso degli aerosol (3). Ciò è particolarmente rilevante quando si utilizzano dispositivi ad ultrasuoni e qualsiasi tipo di strumento rotatorio che produca i citati aerosol. Idealmente, andrebbero affiancati a sistemi di aspirazione di elevata potenza per aumentare l’efficacia.

Un altro punto importante sono le batteriemie che possono verificarsi dopo alcune procedure dentali. In tal caso abbiamo visto che queste possono essere notevolmente ridotte con l’uso di precedenti risciacqui di clorexidina (4) ed è stato anche proposto il suo uso come prevenzione delle endocarditi. Per questo aspetto è molto importante un consulto con il medico responsabile del paziente, allo scopo di valutare la necessità di somministrare un antibiotico prima dell’intervento. Tuttavia, a causa della grande quantità di ipersensibilità ed effetti collaterali che molti antibiotici hanno, le formulazioni a base di clorexidina possono essere un’opzione terapeutica in alcuni casi.

Allo stesso modo, una revisione sistematica e molto esaustiva ha confermato che l’uso di clorexidina sia prima che dopo un’estrazione chirurgica, in particolare sui terzi molari, ha ridotto in modo significativo le complicanze postoperatorie, incluso l’osteite alveolare o presa a secco (5 ). Ciò avrebbe un enorme importanza poiché è una complicazione abbastanza comune che è accompagnata da molto dolore e che continua ad essere uno dei motivi di emergenza post-estrattivo più comune. Potrebbe anche contribuire a migliorare il rapporto del paziente nei confronti del professionista, facilitando notevolmente la fase post-operatoria.

Inoltre, l’uso preoperatorio di clorexidina in chirurgia implantare diminuisce significativamente l’insorgenza di complicanze infettive e d’insuccesso delle protesi (6). Può anche ridurre la contaminazione dell’osso che viene raccolto durante l’intervento chirurgico per la sua successiva applicazione come autologo. I trattamenti con impianti sono sempre più comuni negli studi e una buona gestione del biofilm sia prima che dopo l’intervento è essenziale per garantire il successo a lungo termine di questi tipi di trattamenti. Analogamente, risulta particolarmente utile l’uso di clorexidina per la disinfezione e il trasporto dei differenti elementi protesici che devono essere installati nel cavo orale.

Inoltre, è stato dimostrata la potente capacità antifungina della clorexidina nei pazienti immunocompromessi o medicamente compromessi, nei quali la crescita di specie opportunistiche come i funghi è più probabile (7). Analogamente, nei pazienti esposti a radioterapia e che possono soffrire di mucositi, la clorexidina si è rivelata efficace per la riduzione delle specie parodontopatogene e di candida (8). Inoltre nei pazienti ospedalizzati,  nei quali l’igiene orale meccanica può essere scarsa e difficile da eseguire, la clorexidina può essere di grande aiuto per il controllo delle malattie parodontali e delle carie.

Un altro gruppo di pazienti che se ne possono beneficiare notevolmente è quello dei portatori di apparecchi ortodontici, nei quali la presenza dell’apparecchio può rendere più difficile l’igiene orale meccanica. Pertanto, si è osservato in diversi studi che l’uso di collutori a base di clorexidina può migliorare i parametri parodontali e delle carie nei pazienti che li usano (9). Questo è particolarmente importante in quei pazienti con difficoltà di controllo del biofilm con i metodi meccanici abituali e in quelli con un elevato rischio di carie.

Si è anche visto che la clorexidina potrebbe avere un qualche effetto benefico sulle afte ricorrenti.

Un risciacquo con un preparato a base di clorexidina prima di qualsiasi procedura dentale può ridurre notevolmente le probabilità d’infezioni crociate in clinica.

A tal riguardo l’effetto sarebbe una riduzione della sua gravità, del dolore e un’accelerazione della guarigione delle ulcere che appaiono in bocca. Infine, nel campo della odontoiatria adesiva, una recente meta-analisi promulga l’uso di clorexidina dopo incisione con acido ortofosforico e prima dell’applicazione del sistema adesivo a vari componenti, per ridurre il degrado dello strato ibrido che si forma tra la superficie del dente e l’adesivo dentinale (10). La spiegazione sarebbe che la clorexidina inattiva alcune delle metalloproteinasi della matrice responsabili di tale degrado che ridurrebbe la forza di adesione della ricostruzione. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per determinare con maggiore precisione il tipo e la modalità di applicazione della clorexidina per aumentare il successo delle ricostruzioni adesive a lungo termine.

CONCLUSIONE

In sintesi, i preparati a base di clorexidina sono uno strumento di grande aiuto per i professionisti della salute orale nel controllo chimico dei biofilm e, quindi, nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni orali e nel mantenimento della salute della bocca. Inoltre, possono essere utilizzati in molte circostanze in cui sia necessario un rinforzo supplementare del controllo chimico del biofilm per prevenire o ridurre notevolmente le possibili complicanze dei trattamenti odontoiatrici.

Dott. Xavier Calvo, Parodontologo e Medical Advisor di DENTAID

Bibliografia

  1. Herrera D, Roldán S, Santacruz I, O’Connor A, Sanz M. Actividad antimicrobiana en saliva de cuatro colutorios con clorhexidina. Periodoncia 2001; 11 (3): 193-202.
  2. Jenkins S, Addy M, Newcombe RG. Comparison of two commercially available chlorhexidine mouthrinses: II Effects on plaque reformation, gingivitis, and tooth staining. Clin Prev Dent 1989; 11 (6): 12-16.
  3. Devker NR, Mohitey J, Vibhute A, Chouhan VS, Chavan P, Malagi S, Joseph R. A study to evaluate and compare the efficacy of preprocedural mouthrinsing and high volume evacuator attachment alone and in combination in reducing the amount of viable aerosols produced during ultrasonic scaling procedure. J Contemp Dent Pract 2012 Sep 1; 13 (5): 681-689.
  4. Tomás I, Alvarez M, Limeres J, Tomás M, Medina J, Otero JL, Diz P. Effect of a chlorhexidine mouthwash on the risk of postextraction bacteremia. Infect Control Hosp Epidemiol 2007 May; 28 (5): 577-582.
  5. Caso A, Hung LK, Beirne OR. Prevention of alveolar osteitis with chlorhexidine: a meta-analytic review. Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol Endod 2005 Feb; 99 (2): 155-159.
  6. Lambert PM, Morris HF, Ochi S. The influence of 0’12% chlorhexdine digluoconate rinses on the incidence of infectious complications and implant success. J Oral Maxilofac Surg 1997; 55 (12 Suppl 5): 25-30.
  7. Fathilah AR, Himratul-Aznita WH, Fatheen ARN, Suriani KR. The antifungal properties of chlorhexidine digluconate and cetylpyridinium chloride on oral Candida. Journal of Dent 2012; 40 (7): 609-615.
  8. Lanzós I, Herrera D, Santos S, O’Connor A, Peña C, Lanzós E, Sanz M. Microbiological effects of an antiseptic mouthrinse in irradiated cancer patients. Med Oral Patol Oral Cir Bucal 2011 Nov 1; 16 (7): e1.036-1.042.
  9. Derks A, Katsaros C, Frencken JE, van’t Hof MA, Kuijpers-Jagtman AM. Caries-inhibiting effect of preventive measures during orthodontic treatment with fixed appliances. A systematic review. Caries Res 2004 Sep-Oct; 38 (5): 413-420.
  10. Collares FM, Rodrigues SB, Leitune VC, Celeste RK, Borba de Araújo F, Samuel SM.  Chlorhexidine application in adhesive procedures: a metaregression analysis. J Adhes Dent 2013 Feb; 15 (1): 11-